KAT, l’Associazione per forme controllate di allevamenti alternativi

Nata da un'iniziativa delle imprese di settore nel 1995, quando ancora si discuteva poco sulla provenienza degli alimenti, KAT ha dato vita al primo sistema di tracciabilità della filiera alimentare. Oggi è l'organismo predisposto al controllo dell'origine e della tracciabilità delle uova provenienti da forme di allevamento alternative in Germania e negli stati UE limitrofi.

Tutti i requisiti stabiliti da KAT si basano sulle direttive e i decreti emanati dall'UE, nonché sulle norme di commercializzazione Soddisfano e addirittura eccedono il decreto sulla protezione degli animali e l'allevamento degli animali da reddito vigente in Germania, ponendo particolare attenzione alla tutela degli animali. L'associazione si pone l'obiettivo di far rispettare i suoi criteri a livello transnazionale, nonché controllare e monitorare le uova provenienti dalle relative forme di allevamento e registrare regolarmente dei flussi di merci dallo stabilimento di deposizione fino al consumatore.

Finora hanno aderito a KAT oltre 440 tra centri d'imballaggio e distribuzione e circa 2.500 stabilimenti di deposizione con più di 5.400 pollai, a cui si aggiungono circa 185 produttori di mangime misto. Nel 2019 sono stati registrati 82 milioni di galline ovaiole allevate a terra, all'aperto o con metodo biologico (dato aggiornato a marzo 2019).

Obiettivi e missioni di KAT

L'obiettivo che KAT si pone è, da un lato, la tracciabilità e la garanzia dell'origine di uova provenienti da allevamento a terra, all'aperto e biologico, dall'altro l'applicazione di standard uniformi per tutte le aziende che aderiscono a KAT in Europa.

L'associazione ha, a tal fin

  • predisposto un sistema di garanzia e controllo della qualità che coinvolge tutta la catena produttiva, dal produttore di mangime misto, allo stabilimento di deposizione, al centro d'imballaggio uova e, per finire, al commercio al dettaglio.

  • imposto alle imprese che utilizzano il logo KAT sui propri prodotti il rispetto di norme molto rigide in materia di allevamento e igiene, più severe di quelle previste dall'UE.

  • reso vincolanti questi standard elevati non solo per le uova prodotte sul territorio nazionale, ma anche per quelle provenienti dai paesi europei limitrofi.

  • ideato un logo per la marcatura delle uova, che consente al consumatore di riconoscere subito se provengono da allevamento a terra, all'aperto o biologico.

  • creato un database centralizzato, grazie al quale può gestire ed esaminare i dati delle imprese partecipanti e verificarne la plausibilità.